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03/10/2008  INTERVENTO DELL'ON. AIRAGHI AL CONVEGNO A.S.A.S.

(Intervento dell’ On. Ing. Marco Airaghi, Consigliere del Ministro della Difesa per il settore aerospaziale, in occasione del convegno A.S.A.S.( l’Associazione per i Servizi, le Applicazioni e le Tecnologie ICT per lo Spazio) del 1 ottobre ’08) E’ veramente difficile intervenire dopo il Commissario dell’ASI, Saggese, il cui lungo ed articolato intervento condivido appieno e sottoscrivo. Posso dire con soddisfazione che è la persona giusta al posto giusto. Da anni infatti sostengo l’importanza di passare dal concetto di Spazio come “fine” a quello di Spazio come “mezzo”. I grandi ed ambiziosi programmi europei, infatti, hanno la necessità di reperire ingenti risorse finanziarie perché, anche siamo passati dallo stadio di space research a quello più maturo di space industry, in tutto il mondo ancora il settore spaziale dipende in modo fondamentale dalla domanda istituzionale. Se non useremo quindi lo spazio come mezzo, e non daremo ai nostri cittadini, ai nostri enti pubblici ed alla nostra Difesa concrete ricadute, non sì riesco ad immaginare come potremo convincere i nostri Governi a destinare al settore spaziale le necessarie risorse economiche. Oggi per me è facile introdurre il concetto di Spazio e Difesa. Ricorderete tutti la pagina che il Sole 24 ore di venerdì scorso ha dedicato alle recenti imprese della Cina: negli articoli è stata chiarita senza ombra di dubbio la dualità insita e nelle tecnologie aerospaziali. Finalmente, dopo anni di ipocrita ambiguità, anche in Europa possiamo parlare di sistemi duali e cercare le sinergie tra usi civili ed usi militari, sinergie indispensabili per ottimizzare l’utilizzo delle risorse a disposizione che, purtroppo, non sono infinite, anzi sono limitate. In occasione della prossima Conferenza Ministeriale dell’ESA non potranno essere sottovalutate le esigenze degli strumenti militari dei Paesi dell’Unione Europea sempre più frequentemente impegnati in operazioni di peace enforcement, peace maintaining, od anche di contrasto al terrorismo internazionale e di vigilanza del rispetto di accordi raggiunti. Queste sono operazioni complesse, spesso da condurre in zone morfologicamente difficili e talvolta anche in ambienti ostili, che richiedono la tempestiva disponibilità del supporto che può essere assicurato da sistemi satellitari per il monitoraggio della situazione, la navigazione, il controllo del territorio, l’osservazione, le telecomunicazioni, il soccorso sanitario, la meteorologia, ecc. Per la realizzazione dei sistemi satellitari europei l’Italia fornisce un consistente contributo non soltanto finanziario e l’Industria ricopre posizioni avanzate specie per quanto concerne le telecomunicazioni e l’osservazione della terra con la “famiglia Sicral” e con il programma “Cosmo”, ormai giunto nella fase di completamento. Nel determinante settore dei lanciatori il nostro Paese ricopre un ruolo di primissimo piano. La nostra grande industria ha sviluppato, insieme con la rete di Università e Centri di Ricerca nazionali, solide competenze riconosciute in Europa sia per quanto riguarda i motori dei lanciatori sia sui sistemi di lanciatori completi. Le competenze e la capacità industriali sviluppate negli anni costituiscono un patrimonio del Paese che qualifica la nostra credibilità in potenziali nuove intese internazionali nei settori della Difesa e della Sicurezza. In proposito credo doveroso sottolineare l’importanza di disporre in modo autonomo conoscenze e tecnologie per l’accesso indipendente allo spazio sviluppate con lanciatori della classe “Vega”. Io mi auguro che tale patrimonio di conoscenze e capacità sia mantenuto e consolidato anche con una partecipazione ai programmi dei lanciatori europei che saranno presentati nella prossima Ministeriale ESA, non inferiore a quanto già fatto nelle Ministeriali precedenti. Nelle prospettive a breve termine ritengo qualificante per il nostro Paese la possibilità di offrire ai partner europei la capacità di realizzare sistemi integrati ed autonomi di satelliti per l’osservazione della Terra della classe “Cosmo” lanciati da vettori come il VEGA. Apro qui un’ulteriore riflessione: la questione della prontezza di intervento. Mi sembra del tutto evidente che il VEGA, unico lanciatore europeo a combustibile solido, e per questo sempre pronto al lancio, consenta una capacità operativa in seguito alla necessità di mettere in orbita urgentemente satelliti spia o satelliti per comunicazioni in caso di crisi internazionali. Capacità da tenere presente… In termini temporali più lunghi le nostre tecnologie sui lanciatori potrebbero essere efficacemente utilizzate, sempre con finalità di Sicurezza e di Difesa, anche ai fini dello sviluppo di sistemi di accesso allo spazio avioportati per la messa in orbita di microsatelliti impiegabili per assicurare tempestività e flessibilità del sostegno satellitare nel caso di interventi militari urgenti in aree operative remote. Per queste ragioni fondamentale per la nostra Difesa giocare un ruolo da protagonista nelle attività aerospaziali, anche e soprattutto nel momento propositivo e di elaborazione delle grandi strategie nazionali, da cui derivano le grandi scelte di spesa. Per fare efficacemente questo, credo che oggi occorrano due cose: un legame sempre più stretto, direi permanente, tra Difesa ed ASI, per coordinare e legare sempre più il piano spaziale nazionale e quello della Difesa la costituzione di una struttura all’interno della difesa, un tavolo di coordinamento che istituzionalizzi e dia organicità a tutte le attività spaziali della difesa, per arrivare un domani ad una vera e propria struttura permanente deputata a sviluppare e gestire queste attività. Mi permetto di dubitare che le guerre del futuro saranno combattute in trincea, ma nello Spazio, e con missili da lì guidati e da lì individuati, …se non da lì lanciati… forse bisogna pensare ad avere meno bombe a mano e più investimenti in questo settore… ma lascio questo ragionamento a chi più di me e meglio di me conosce, a chi più di me deve decidere. Voglio toccare un ultimo tema: l’importanza di costruire un forte sistema paese che difenda in ambito internazionale gli interessi della Nazione: questo forse in passato è un po’ mancato… Oggi, in questo settore, mi sembra vi siano tutte le condizioni per farlo. Voglio fare un esempio. Nei mesi scorsi, il Ministro La Russa ha scritto formalmente al Presidente del Consiglio; al Ministro controllante, Gelmini, ed al Presidente dell ASI per perché fosse proposta la candidatura di un astronauta italiano, il Colonnello Vittori, quale prossimo comandante della Stazione Spaziale. La positiva reazione ha portato anche il Ministro degli Esteri, Frattini, a rispondere promettendo il massimo impegno in tutte le sedi internazionali per il raggiungimento del prestigioso risultato. Il Commissario Saggese, parallelamente, si è attivato con il Direttore Generale dell’ESA per il medesimo scopo, facendo partire un processo che porterà Vittori al comando della Stazione. Ecco allora com’è importante dimostrare di essere squadra, lavorare di concerto per arrivare a questo risultato. Chiunque, sia a livello di struttura, sia a livello di enti, sia all’interno di ESA, deve lavorare per questo medesimo risultato: scelta del Governo, quindi scelta nazionale. Chi, eventualmente, sia a livello di struttura, sia a livello di enti, sia all’interno di ESA, non lavorasse armonicamente in questa medesima direzione, dimostrerebbe di non saper lavorare per l’interesse nazionale, dimostrerebbe quindi di non essere adeguato al ruolo che occupa…

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